Musica-Umberto Vitiello

Umberto Vitiello

Musica


                                               
Un po' di Storia della Preistoria 

1981

Correva l'anno 1981 quando decisi per puro caso di fare della musica la mia fonte di sostentamento.

Ero arrivato a Dakar seguendo la linea apparentemente disordinata dell'avventura ad ogni costo, e dover fare il falegname in un'impresa di costruzioni non era troppo in linea con quello che sentivo dentro.
Avevo 25 anni ed ogni occasione sembrava buona per dare un taglio diverso alla mia vita.

L'amicizia con Thiam, il tenutario della buvette di Gorée, fu la provvidenziale occasione per mollare tutto ciò che non facevo volentieri e concentrarmi su qualcosa che mi era sempre stato familiare ma che mai avevo preso sul serio e cioè suonare.

Pian piano, oltre che nella buvette di Gorée cominciai ad esibirmi anche in un paio di locali libanesi di Dakar, poi al Kilimangiaro, frequentatissimo locale del Soumbedioum, con i Colobane-Express in vari locali caboverdiani , ed infine in una boîte vicino al porto, dove suonavano ogni sera i mitici Super Etoile di Youssou N'Dour.

Intanto tra me e me pensavo che se mai un giorno fossi dovuto sventuratamente tornare in Italia, non avrei potuto fare niente di meglio che il musicista...e così fu...

 

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1984

Tornato a Roma dal Senegal nel 1984 ho messo su un gruppo (era così che si chiamavano le bands in Italia in quegli anni) e l'ho chiamato BOJAFRA anagrammando BOssa, JAzz e AFRo.

Ne facevano parte, oltre me come front-man/polistrumentista, Marco Vulcano alla chitarra, Massimo Sgarra al basso, Paolo Morales alla batteria, Massimo Carrano alle percussioni, Andrea Polinelli ai sassofoni e Mauro Andreoni alle tastiere.

BOJAFRA, assolutamente innovativo per l'epoca, proponeva un repertorio riccamente contaminato e si fece subito apprezzare, diventando uno dei gruppi più attivi sulla piazza romana.

 

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1988

Per questioni strategiche da una costola dei BOJAFRA nacque il TRIO MAGICO QUARTET, un'energica macchina da musica che fino al ‘93 ha imperversato in lungo e in largo per la penisola trascinandosi dietro un nutrito stuolo di fans e tanta gloria...

Il curioso nome derivava dal fatto che al momento di aggiungere un batterista alla formazione iniziale di trio non volemmo rinunciare al nome originale e così scattò il quartet per default.

A quel punto, esistendo ormai l'equivoco, il nome restava sempre lo stesso anche quando sul palco salivamo in nove, come dopo l'uscita del disco Sulla rotta del rhum.

Insomma per chi ci chiamava a suonare era sempre una sorpresa.

Il repertorio, oltre ai brani originali in italiano composti per lo più a quattro mani con la dolce Irenea (Bianchi), attingeva prevalentemente al tropicalismo brasiliano, nelle sue forme più funk, reggae e axê, cosi come anche allo zouk antillese o al funanà delle isole di Cabo Verde, dov'ero stato per un po' mentre vivevo a Dakar e delle quali ero e sono ancora innamoratissimo.

 

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Lo zoccolo duro del TRIO MAGICO eravamo comunque io, Massimo Carrano e Massimo Sgarra, il quarto uomo era Riziero Bixio alla batteria, e con noi spesso e volentieri suonavano Muzio Marcellini alle tastiere e Gabriele Spanomele alla chitarra.

Il gruppo suonava davvero tanto e le sostituzioni erano frequenti, dunque nelle sue file si sono trovati a militare:

Walter Martino, Stefano Parenti, Stefano Rossini, Derek Wilson, Claudio Del Broccolo, Paolo Morales alla batteria

Ruggero Artale, Badu Ndiaye, Stefano Chistolini, Arnaldo Vacca, Giovanni Lo Cascio, Alfredo Minotti, Giovanni Imparato, Sergio Pinchera, Marco Tomassetti, Pietro Dall'Oglio, Jotay, Edyfran, Coimbra, Paulinho Lasciandà alle percussioni

Sandro Saba , Paolo Marcellini, Paulo Oliveira e Marco Fratini al basso

Roberto Taufic e Chico Miceli alla chitarra

Elsa Baldini e Loredana Troiano alla voce

Andrea Polinelli, Cristiano Carrano, Tony Germani ai sassofoni

Alfredo Posillipo al trombone
 


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1993

Dopo il secondo disco, nel '93, alcune aspettative non si realizzano e la band si sfascia.

Di noi hanno parlato e scritto tanto e bene, ma ho sempre pensato che se fosse accaduto tutto qualche anno dopo sarebbe stato molto meglio.

Probabilmente abbiamo precorso un po' troppo i tempi…!

 

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1994 / 2020

Finita l'epopea triomagica differenti maturità ed esperienza mi hanno portato ad esplorare anche altri mondi sonori collaborando con tanti artisti e mettendo volentieri da parte la modalità front-man mi sono imbarcato entusiasta in innumerevoli progetti al servizio della buona musica.
In ordine sparso cito:

LUA NORDESTINA
TAM TAM TIME
PERCUSSION SYSTEM
ARCHETIPO MEDITERRANEO
FINISTERRAE
NON È MAI TROPPO SUD
TRIO COSACCO
FRAGUA LATINA
LARGO DO TEMPO
CHORE CHUVA
I TAMBURI DEL VESUVIO
DESAFINANDO
MARCO ALBANI PROJECT
EXO-TIQUE-TIQUE
AURIKO
PALLADINI/GARGANO
SANTUCCI/SCOPPA
LORENA PROIETTI QUINTET
FOLK & WORLD
TRAINDEVILLE
LEMURI
NOTADEZ
NA RUA
JURASSIC PERC
BATALA AUSTRIA
DJAZZAVAN PROJECT

 

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        Ma quando la saudade di BOJAFRA e del TRIO MAGICO QUARTET
                                      
mi attanaglia la gola
                      chiamo a raccolta gli amici di BATUQUE-NOW...
 


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... il suo sound "pana-afro-americano" si muove dal Brasile alla Giamaica, da Cuba alla Martinica, da Cabo Verde alla tradizione Malinkè...

...Funk, Reggae, Zouk, Pagode, Funanà e Forrò si intrecciano tra atmosfere acustiche ed elettriche


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BATUQUE-NOW
Umberto Vitiello: voce, chitarra e percussioni

Mimmo Catanzariti: basso elettrico

Muzio Marcellini: tastiere e cori

Stefano Indino: fisarmonica e cori

Giancarlo Capo: chitarre e cori

Matteo di Francesco: batteria

Gabriele Gagliarini: percussioni
 

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